In spiaggia verso sera

L’aperitivo in spiaggia in Grecia è un classico. Non c’è isola o località turistica di mare che non abbia un posto, più o meno cool, dove darsi appuntamento sul far della sera.

Ecco la mia breve mini guida per geolocalizzare la tua vicina durante l’aperitivo in spiaggia ed evitare pericolose gaffes:

La norvegese: stile essenziale. Rimane in bikini e short, passa direttamente dal telo al bar, si accoda prendendo un elastico di colore casuale e si piazza sotto le casse a ballare qualsiasi musica ne esca.

Spesso viaggia sola.

Se fidanzata, naturalmente con un vikingo che gira a petto nudo anche nottetempo, saltuariamente viene lasciata sola dal suo uomo. A volte infatti, il vikingo, le preferisce alte gradazioni alcoliche, tuffi a bomba e grasse risate barbare di gruppo.

Cenano coi liquidi, spezzano con dei gyros.

L’inglese: stile minimal. Si riassetta il trucco, basato esclusivamente sul solo lucida labbra, con un rapido passaggio alla toilette; rientra in scena strappando coi denti la linguetta di due di energy drink alcolic.

Muove la testa solo con il britpop: il fidanzato normalmente termina la serata narcotizzato con la testa sul bancone del bar, attorniato da una corona di bottiglie di drinks. Cenano dopo le due di notte, se si ricordano di farlo.

La tedesca: stile con-fushion. Riesce ad avere un kit di restauro e riassetto davvero notevole: anche se mantengono l’abitudine alla doccia fredda in spiaggia, ultimamente sono molto migliorate.

Ancora avvolte nell’asciugamano, fanno uscire dalla borsa spiaggia vestitini bianchi e di qualche colore apprezzabile. Mantengo alte comunque le proprie tradizioni indossando pesanti zoccoli di legno e reggendo facilmente boccali di birra bavarese.

Ballano di tutto preferendo houses e techno.

I fidanzati, anche loro zoccolo al piede, fanno gruppo a se intonando cori calcistici ma solo dalla quarta bionda da mezzo.

Normalmente rientrano in autonomia e con grande dignità. Hanno già cenato alle sei.

Le italiane: stile glam.

Passano necessariamente per doccia, phon, piastra, rossetto tanto e mascara.

Vestito o kaftano sono scelti con cura e mai riproposti nella vacanza.

Scarpe o sandalo gioiello sono un must, come imprescindibile la pashmina d’ordinanza, vero distintivo dell’Italica gente.

Bevono solo cocktail, mai da una bottiglia.

Il fidanzato è compagno cromatico di pashmina, custode di sigarette e casco, fotografo personale.

Dicono di adorare la musica lounge ma si scatenano solo con David Guetta.

Si stufano presto e vanno cena prima delle nove.

Le greche: stile new ellenich.

Anticipano tutte tornano dalla spiaggia alle cinque per evitare qualsiasi intoppo.

Nelle tre ore in cui rimetterebbero a nuovo il Partenone, riescono oltre che nelle banali attività di pulizia trucco e parrucco, anche nell’azione smagrente, esfoliante e defaticante più rapida mai vista.

Si ripresentano solo dopo le 21, fasciate in slimfit impressionanti, agghindate come la dea Kalì, riposate e brillanti come fossero rinate.

Bevono drink coloratissimi, esclusivamente con la cannuccia: non si può mai mettere in pericolo lo strato di Chanel che contorna le labbra.

Se fidanzate sono accompagnate da uomini barbuti, muscolosi e rigorosamente vestiti di nero. Adorano e ballano solo hits in idioma ellenico.

Cenano in gruppi mastodontici solo dopo le dieci e trenta.

Ecco, dunque, la flora e la fauna che potete trovare durante le vostre vacanze in Grecia e, in particolare, all’ora dell’aperitivo.

Giocano in casa, rassegnatevi, sono imbattibili,

Occhi aperti… 😉

Annunci

Sikinos

“Skin and bones” Foo Fighters“

Sicandro giace a metà tra Policandro e Io…” solo per tale definizione enciclopedica, questo scoglio enorme e semidisabitato, meriterebbe l’attenzione del viaggiatore.

I suoi 238 abitanti vengono descritti da alcuni come socievoli ed intriganti, da altri come scontrosi ed arroganti. Probabilmente, come sempre, la bellezza o il suo contrario, sta negli occhi di chi guarda. 


Guai a fidarsi delle recensioni frettolose su TripAdvisor: c’è sempre chi capita nel posto per lui sbagliato.
In questo caso io mi sono fidato del mio compagno di banco di Liceo ed Università, che ha di recente visitato e vissuto l’isola.

Ció che segue è frutto del suo soggiorno.
La descrive come lontana dal turismo, essenziali e senza fronzoli: pelle ed ossa insomma. 

Un luogo ideale in cui fuggire da tutti.

Spartana anche se ideale per le famiglie, non esattamente economica, con poche ma graziosissime spiagge, ed un piccolo paese a picco sulla scogliera.


Gli ricorda molto la vicina gemella; teme, o spera, sia la futura Folegandros tra una quindicina d’anni.

C’è molto da ristrutturare, per chi volesse farne il buen ritiro.


Dove Dormire
:

Dove trovate… è un po’ appunto come a Folegegandros, dove però gli hotel con piscina e SPA si sprecano, facendo a gara a chi riempie le stanze per primo.
Qui invece l’unico è L’Hotel Porto Sikinos

Naturalmente la struttura è hotel, ristorante, lounge bar, cambia valute, deposito bagagli, telefono pubblico e molto altro ancora.


La sua terrazza che guarda il porto e la sua spiagge è adatto a qualsiasi ora. Diventare peró ideale per un cocktail di sera.

È un hotel semplice ma, essendo davvero l’unico, è sicuramente il migliore dell’isola.

Le altre strutture sono affittacamere: segnalo i tre che possono essere prenotati sul web Maestrali, Marieti e Kamares

Tutti con stanze molto semplici ma godono tutti di buona reputazione.

Molti gli affittacamere. Fidatevi del vostro istinto, senza dimenticare però che in Luglio e Agosto è tutto pieno. Prenotate con largo anticipo.
Fondamentalmente gli abitanti si dividono tra il porto, Alopronia, ed il Castro, Hora; nulla di sorprendente nelle Cicladi. 


Di conseguenza anche tutt’e le attività turistiche sono basate tra la banchina e la rocca.

Dove mangiare


Anemelo
ha l’aria di un hippy lounge bar, le candele di sera creano un’atmosfera complice. La traduzione del nome significa spensierato e lo rappresenta in tutto.
A Kastro si mangia da ‘To steki tou Garbi’ : cucina tradizionale senza pretese, prezzi adeguati.

Si trovano tutti i classici piatti della taverna greca.
Alla Agios Ghergios Taverna, sull’omonima spiaggia, servono cucina di pesce. I locali impazziscono per gli spaghetti all’astice, per il resto ottimo piatti di pesce fresco a prezzi non contenuti.


Cantina Manalis merita una citazione e sicuramente una visita: è una strepitosa enoteca con ottimi vini locali affacciata sul tramonto nell’Egeo. 

Un luogo elegante, con arredi e musica ricercati, completamente fuori dal contesto dell’isola. Potreste innamorarvi.

Spiagge:

Non c’è l’imbarazzo della scelta: sono solo tre. 
La spiaggia del porto Alopronia adatta alle famiglie sopporta con distacco i rari attracchi dei traghetti. È anche la base per raggiungere via caicco le altre spiagge e calette dell’isola. Sempre che l’indolente marinaio proprietario del barchino, giudichi remunerativo il trasporto. Insomma parte se riempie i posti e se ne ha voglia.


Agios Gheorgios è una spiaggia spoglia di sabbia e ciotoli. Anche questa adatta alle famiglie, preferita dai locali per l’omonima Taverna.



Dialiskari Beach è invece piccolissima quanto graziosa. Ci sono due modi per arrivarci: affidarsi alla sorte attendendo l’iniziativa del marinaio del taxi boat al porto, o seguire una lunga e tortuosa strada sterrata. Completamente priva di attrezzature, deve esser raggiunta con acqua e cibo al seguito


Sikinos è un approdo non adatto a chiunque; la conformazione montagnosa e le poche strutture turistiche frenano molti nel visitarla. 

Spazi arido quanto incantevoli e totali solitudini, sembrano qui trovare un connubio perfetto. 

Se isola per voi è isolarsi questa è perfetta per voi.

Grazie a Ennio Piai per le foto e le recensioni.

Kofounissi

“Million reasons” Lady Gaga

Doppiamo un mulino spoglio ed un faro che lampeggia debolissimo.

Mettiamo prua verso il mare aperto, motori indietro tutta verso un molo piccolo e semideserto.

Ci accoglie solo una piccola teoria di vetture sgangherate, dal traghetto sembrano le macchinine multicolorate di un bambino, tutte in un unica fila, pronte per esser lanciate. Non sono più di dieci, praticamente l’intero parco macchine dell’isola.

Appena sopra questo improvvisato parcheggio troneggia quello che sembra un anonimo bar, che si rileverà poi ottima pasticceria, ristorante, supermercato, rifugio dalla calura e biglietteria per il mare.

Approdiamo domandandoci dove potranno essere tutti, ci hanno detto esser fully booked, ma non c’è il traffico tipico del porto; scendiamo in una ventina, ognuno assegnato alla sua macchinina.

“Alesandroooo!” siamo accolti dall’urlare roco di Antonis: un misto tra il Baffo Moretti ed un surfista in pensione. Conosce quattro vocaboli di inglese, quelli sufficienti per indicarti di seguirlo, si carica tutte le valige in macchina e ci vita a seguirlo… al bar, naturalmente.

Ha un sorriso talmente rassicurante che Caterina si lascia prendere per mano.

“Caterina, Agapi mou… pame pame”.

Lei non comprende ma si fida.

Aspettiamo sua figlia, Stavroula, che ci porterà agli Studios. Ci guardiamo attorno.

Alla fine del molo si estende una mezzaluna di sabbia bianca dove corrono e giocano a pallone i bambini.

Alcuni fanno il bagno in un mare distrattamente piatto.

Altri giocano a carte.

Senza grandi nostalgie qualcuno guarda ripartire il traghetto.

I più fortunati occupano dei tavolini su un grande scoglio piatto, godendo di un aperitivo.

Nonostante la luce scarseggi, la baia riflette di blu intenso, avvolgente. Pigramente ormeggiano una decina di piccole imbarcazioni colorate, l’assenza di rumore che quasi ti obbliga al silenzio, rispettoso.

Si sentono solo gli incitamenti dei bambini ad inseguire il pallone e, leggerissima, la risacca.

Caterina ha raggiunto la spiaggia e inizia un esibizione ginnica che prevede almeno 35 ruote. Noi siamo senza parole.

Il sole ormai è andato e cominciano ad emergere i profili delle isole vicine: Kato la disabitata gemella, Keros terra di capre, Amorgos lontanissima e mistica.

Attorno alla baia invece s’accendendo luci piccole e brillanti. L’unico lampione dell’unica strada invece, con fatica illumina ad intermittenza il monumento ai caduti del mare.

Sono i primi istanti quelli in cui ti innamori delle persone, dei luoghi o delle cose.

Qui ti innamori, e velocemente.

“Stavooulaaaa!” Antonis rompe l’incantesimo che ci avvolge, col suo urlo grosso.

Viene dalla sua gelateria, aperta da due anni nel centro del paese; scende verso di noi correndo, inseguita da un grosso Labrador.

Parla l’inglese cicladico, quello comprensibile a tutti dalla terza media in su: è coloratissima, ha occhi iridescenti e lo stesso sorriso del padre.

Il Labrador, nel frattempo, è già best friend di Caterina. Lei fa le ruote, lui abbaia e scondinzola.

Nell’isola c’è un solo taxi, un solo bus ma ben tre imbarcazioni per le spiagge e le isole vicine.

Il mezzo preferito dai vacanzieri per spostarsi è la bicicletta, al massimo fai 4/5 km per la spiaggia più lontana. Almeno tre i noleggi a disposizione, decine le fermate possibili. Dal porto prendendo a destra la strada diventa quasi subito sterrata e sono molte le calette in cui è possibile fermarsi. Alcune diventano spiagge, nessuna è attrezzata, un paio con beach bar e taverne sullo sfondo.

Il taxi è per le emergenze o per i parenti, la bici faticosa, il bus claustrofobico.

La barchina è l’ideale: il viaggio dal porto alla spiaggia di Pori, con musica tradizionale, schizzi d’acqua e un consistente rollio d’onda, è una scena da film.

Le inquadrature delle scogliere rossastre, a contrasto con un mare contenente ogni sfumatura d’azzurro, potrete farle voi.

Ovunque trovate armonia di colori, vibrano i contrasti calorosi e gli orizzonti incredibili: vi resta tutto dentro.

Con buona fortuna vi piloterà il Capitano Kostas: armatore, ormeggiatore di traghetti di qualsiasi foggia e dimensione, condottiero, bigliettaio per ogni destino, unico parcheggiatore autorizzato dei mezzi sul molo, scaricatore designato della posta in entrata ed uscita sull’isola, meteorologo, rimorchiatore, nonchè formidabile lanciatore di insulti a diportisti che tentano l’attracco maldestro o in zone off limits.

Ha particolare ritrosia per quelli battenti bandiera Turca.

Lo riconoscerete sicuramente: perenne bandana in testa, camicia azzurra, occhiali da sole ed abbronzatura crespa. Tra le istituzioni solenni sull’isola.

Dove dormire:

Nostos Studios, sulla collinetta a destra, appena fuori del paese. Immacolati, silenziosi, arredati con grazia. Un luogo ideale per chi ama la tranquillità. Con una stupenda vista sull’Egeo questi generosi appartamenti sono tutti dotati di una comoda veranda, dove far colazione o bere un goccio del Raki prodotto da Antonis. Lo troverete come benvenuto in una bottiglietta colorata, assieme a qualche frutto del suo orto, un paio di fette di torta di sua moglie e qualche caramella per i vostri bambini.

Ha solo 8 meravigliose stanze.

Gitonia è un piccolo ed incantevole complesso di Studios immersi in un giardino lussureggiante. Le bouganville e gli oleandri dominano ovunque. Le camere risultano pulite e piuttosto curate. Sulla strada principale che dal paese si dirige alle spiagge. Prenotate per tempo.

Thalasso Masonette non ci sono stato ma viene indicato come tra i migliori hotel dagli isolani. Ha giudizi unanimemente concordi e positivi, anche sui principali siti di prenotazione.

Solo poche stanze ma molto curate, in una zona silenziosa col mare di sottofondo. Viene condotto da una coppia molto attenta e cordiale

Dove mangiare:

L’isola importa tutto quel che non produce… e produce pochissimo.

Qualche orto da eccellenti pomidoro e melanzane, una sparuta flottiglia di imbarcazioni alcuni kg di freschissimo pesce, un gregge di capre spelacchiate fornisce latte profumato ma sufficiente appena per tre cappuccini.

Arriva tutto da Naxos o Amorgos in genere.

Mixalios Grill House invece tratta e cucina solo loro carne, allevano a Keros, l’isola di fronte; le verdure sono dei campi della più lontana Amorgos.

La generosa terrazza è sempre ventilata, è meglio coprirsi.

Troverete tutto autentico e saporito. Anche il servizio è spontaneo e semplice, quanto le classiche tovaglie di carta con disegnato in blu il contorno dell’isola.

Per il vino ci si accontenti, come sempre.

Con il conto, decisamente abbordabile, arriva sempre della frutta o un dolce tradizionale. Guai a rifiutarlo.

Souvlaki Sti Stroufi è un classico per un pasto veloce. Esattamente al centro dell’abitato principale, lo riconoscerete dall’insegna verde sopra una piccola finestra. È tutto lì: qualche tavolino traballante e sedie accostate lungo il muro sulla via pedonale. Solo souvlaki, gyros, pista e patatine fritte. Strepitosi.

Preparatevi ad una discreta fila in alta stagione.

Karnagio divide: alcuni non lo considerano un gran che, per me resta uno dei posti più belli dell’isola. È un piccolo ristorante di pesce lungo un molo, si cena direttamente sull’acqua. Il pesce, solitamente alla griglia è buono, così come il resto. L’atmosfera molto intrigante: un unica fila di tavolini blu, piccole luci fioche lungo il muretto a secco, barche ormeggiate a un metro e brezza notturna. Incantevole con la luna piena.

Spiagge

Koufunissi ha spiagge accessibili facilmente nel lato sud, quello protetto dal Meltemi.

Il sentiero, che inizia dove termina la strada a Faros, è incantevole e facilmente percorribile da chiunque: un susseguirsi di spiagge e calette sassose, attorniate da vegetazione mediterranea che, a queste latitudini, si fa bassa e spesso pungente.

Dal Porto a Pori potrete metterci 30/40 minuti, a seconda del numero di fotografie che vorrete postare sui vostri social.

Pori è un ampio centottanta gradi di sabbia bianca, racchiuso tra rocce rossastre tagliate dal vento, con al centro un bacino turchese che degrada lentamente verso il cobalto. A cento metri da riva una lunghissima cima galleggiante, separa i bagnanti dalle barche a vela all’ancora: si può nuotare per ore nelle sue acque calde e tranquille. Abbastanza riparata dal vento è dotata di due taverne: una più tradizionale, Cafè Pori, e l’altra più etnochic Kalofego.

Non è possibile affittare sdraio ed ombrelloni, fa il pieno solo in Agosto da mezzogiorno alle cinque. Nel resto dell’anno è il Paradiso.

Appena dietro Pori, verso Naxos, scogliere altissime lasciano ai coraggiosi il modo di esibirsi in tuffi vertiginosi. Meritano una visita, anche in ciabatte, sono solo cinque minuti di cammino.

Invece in direzione opposta verso il porto, a dieci minuti di cammino sul sentiero, potrete trovare la piscina naturale dell’Occhio del Diavolo: una vasca scavata dal mare tra le rocce. Suggestiva quanto inquietante.

Faros è la seconda spiaggia che si incontra provenendo dal porto. È ampiamente frequentata dai locali, specie con bambini per le acque basse e tranquille. Ha un bel ristoratino bar alle spalle. Spesso alla sera si ascolta ottima musica lounge

L’ultima menzione è per la spiaggia del Porto che, incredibile a dirsi è assolutamente pulitissima. È la piazza diurna di questa incantevole isola, se vuoi trovare qualcuno a qualche ora sai che passerà di qui essendo esattamente al centro di tutte le attività primarie: le chiacchiere, il porto, il supermercato, le bici, le canoe, la banca, il bigliettaio, la rete di pallavolo, il bus ed il taxi…

Tutto passa di qui.

Dove correre:

Tutta l’isola è abbastanza piatta, accenna a salire verso nord, nella parte meno abitata, dove troverete strade sterrate e sentieri agricoli. Partenza dal porto, si segue la strada verso Faros e poi il sentiero lungo mare verso Pori.

Una volta sulla spiaggia, si può tornare per la strada asfaltata, alle porte del paese, dopo circa 7km, prendere la strada che sale verso il benzinaio, voltare a sinistra dopo il camion frigo, e scendere sulla strada sterrata ed fino al porto nuovo. Da lì si segue la strada costiera in direzione sud e si torno alla partenza.

Poco più di 10km in un continuo leggero saliscendi accentuato nella parte centrale. La vista è sempre molto piacevole ed il vento rinfresca sempre il passo.

Serifos

“High hopes” Pink Floyd.

L’Aghios Georgios, per brevità detto Aghios, rolla lentissimo, sfiorando rocce a picco e scogli affioranti. Spumeggia bianco e blu un mare salsedinoso e fiacco. 

Il meltemi, che da giorni lo innervosisce, oggi da tregua.


La pacatezza con cui il marinaio srotola la cima, che lancerà tra poco sul molo, è rassicurante. Non siamo su un traghetto veloce, qualche minuto di ritardo non da grandi penali e l’annuncio dell’imminente sbarco non crea grande agitazione, nemmeno tra i passeggeri.

Se arrivi qui non hai fretta.


Seguiamo la costa ed improvvisamente entriamo in una rada piatta ma addolcita da una brezza leggera. Siamo a Livadi, il porto di Serifos. 

È un semicerchio perfetto, a sinistra il piccolo molo, a seguire una lunghissima spiaggia circondata di tamerici, bar, domatie e ristoranti.

Tutto senza eccessi. Tutto lento.


Più in alto su uno spuntone scuro di roccia una manciata di cubi bianchi smussati di calce, scende come una colata di lava candida. Un ornamento perfetto.

Mentre il traghetto manovra si riesce ad osservare anche la strada che conduce da Livadi ad Hora. Si distingue bene anche il sentiero che taglia dritto per far più in fretta.

Tra Hora e Livadi appunto si può stabilire la base della nostra permanenza e dunque trovare alloggio. 

Anche altre parti dell’isola sono molto accessibili ma serve un buon mezzo per girarla. Autobus e taxi sono affollati ed il paio di Rent a cara non riescono a soddisfare l’intera domanda in alta stagione.

Contattarli prima è necessario. Altrettanto è bene fare per l’alloggio. In stagione trovare una camera libera non è agevole e se non vorrete passare la notte in spiaggia nell’attesa del traghetto del giorno dopo è bene prenotare.



Dove dormire
:

I Gorgona Studios sono appartamenti fronte mare con equipaggiamento di piccola cucina. Arredati in modo semplice ma pulitissimo. Economici ma spaziosi sono comodissimi, esattamente al centro della baia di Livadi.



Maistraili Hotel
è molto vicino, è leggermente più caro. Le stanze comunque non superano i 100 eur a notte.

È un Hotel d’altri tempi, lo riconoscerete subito per la serie di archi con cui è stata disegnata la facciata. È una delle poche costruzioni che nelle Cicladi supera i tre piani fuori terra. Arredato sobriamente ma negli anni 70 vanta camere pulite quasi tutte con affaccio sulla baia. Se potete riservatene una all’ultimo piano. Guardare qualche ora la vita del porto da uno di quei terrazzini, sorseggiando un fresco Retzina, è un privilegio da veri bohémienne.


CoCo Mat Eco Residence sono tredici casette dei minatori, quelli che estraevano il ferro, ristrutturate e riconvertite in camere lussuose. Tutto rigorosamente eco e bio. Sono fuori da tutto, lontani da qualsiasi folla, promettono grande privacy, spiaggia privata, prodotti bio a km zero e zelante personale multilingue.

Non per tutte le tasche ma se potete concedetevi il lusso, concedetelo: impareggiabile.


A Serifos nei secoli scorsi si è estratto il ferro. Troverete molte testimonianze di questa industria lungo la costa dell’isola, non solo nella stupenda ristrutturazione del CoCo Mat.

Improvvisamente enormi trampolini arrugginiti, sospesi nel blu possono sorprendervi dietro una curva. 

Vagoncini rovesciati resistono in mezzo ad un campo di grano, in cui oggi brucano capre e galline sgangherate. 

Rotaie che si perdono nel nulla sputeranno da gallerie buie ed impraticabili.


Questa è un isola aspra, i suoi abitanti danno poca confidenza, restano gentili ma distaccati e qualche volta diffidenti. 

A questo fa da contraltare una bellezza altera, definitiva ed inconfondibile: una Hora tra le più affascinanti, un mare sorprendente e molte spiagge tutte diverse.

Per muoversi, come detto, vi servirà un auto o uno scooter ben cilindrato.

Spiagge:

Psili Amnos è, a mio parere, tra le dieci spiagge più belle delle Cicladi. Pur essendo rivolta ad Ovest, quindi spesso agitata dal mare è un gioiello di dune, tamerici, macchia mediterranea, gigli di mare. Troverete anche due eccellenti taverne appena dietro.

Arriva anche l’autobus quindi può risultare affollata, andateci molto presto o molto tardi.



Gamena
beach è essenziale, vigorosa e spettacolare.  Non è organizzata, ma qualche tamerice può regalare ombra salvifica. È sabbiosa ma con molti ciottoli. Possiede un mare che incanta, sopra e sotto. 

Cicale e grilli fanno da costante colonna sonora. Nuotare qui è un esperienza multisensoriale. Se non è stata chiusa sulla destra guardando il mare c’è anche una taverna molto alla buona coi tavoli sulla sabbia.


Arrivando a Megalo Livadi si incontra una spiaggia bella ma con poco carattere, qualche domatia ed un ristorante; ma tenendo la sinistra si arriva alle cave dismesse. 

Tutto abbandonato, tutto decadente, tutto terribilmente affascinante… ed a vostro rischio e pericolo. 


I cunicoli sono ancora aperti ma completamente privi di illuminazione; oltre i venti metri senza torcia non si vede più nulla. 


Appena più avanti, seguendo le indicazioni, il trono del Ciclope, un vero e proprio seggiolone enorme di pietra, normalmente sferzando da un vento possente, rende bene l’idea di quanto potessero essere enorme queste fantastiche creature. Non è dato di sapere se alcun gigante lo abbia mai davvero utilizzato, voi potete farlo.

Vagia è la spiaggia del CoCo Mat: tranquilla, ben riparata e con un fondale spettacolare per lo snorkelin. Può esser una buona alternativa quando il Meltemi è davvero incazzato.

Perfetta ed iconica, ma solo nei giorni di bonaccia, è Agios Sostis. È rivolta ad ovest e poco riparata; ha fondali stupendi ed una piccola chiesa cristiana a completarne l’immagine da cartolina. Portate ombrellone ed acqua: per fortuna è purtroppo non è attrezzata e non dispone di alcun bar o ristorante.

Visita alla Chora:

Ovvero L’ essenza di Serifo. Sarete attratti verso l’alto fin dal vostro arrivo, come una calamita potente attirerà spesso il vostro sguardo. 

Seguire il sentiero che conduce a Chora è piuttosto faticoso d’estate, meglio farsi trasportare dal pullman del servizio pubblico, sarà tra i due e i tre euro a corsa, per poi ridiscendere una volta calato il sole. Il tramonto, o l’alba per i più temerari, è il momento più bello per godere di uno spettacolo indimenticabile.


Lasciata la Piazza principale, inoltrandovi per l’area pedonale, seguite per Agios Ioannis. Sarà un susseguirsi di piante colorate, profumi di cucina, gatti sonnolenti, scalini che conducono ovunque. Incrocerete sguardi, risponderete ai kalispera, sbircerete tra le tende, sfiorerete foglie di basilico cercando di trattenere nella mano il loro profumo.

La piccola chiesa che raggiungerete è grande 12 metri quadri, niente di più semplice rigoroso. Vi accoglierà un altrettanto piccolo piazzale esterno, le due bandiere sul pennone ed una vista che non smetterete di ammirare fino alle ultime luci utili. Da lì si incomincia a scendere rapidamente verso Livadi. 


Ma è meglio fermarsi, siete in un luogo di privilegio: qui vi sentirete parte dello scenario più drammatico e poetico dell’arcipelago. Benvenuti nelle Cicladi.


Tornando indietro concedetevi un uozo da Stou Stratou, nella Piazza centrale. Oppure da Zorbas li vicino.

Tripudio di vera ellenicità: tavoli blu essenziali, vento che scompagina tutto, anziani seduti fuori casa, bambini che corrono, mamme che urlano, bandierine multicolori che sventolano, giocatori di Backgammon, rimestatori di kolombaki e un albero ondeggiante.

Senza fretta.


Dove mangiare:

Plakes a Hora ha porzioni enormi, ideali per una cenA big fat greek, è una delle taverne preferite dai locali. Non aspettatevi grandi accoglienze, ma ottimi piatti.



Stamatis
Restaurant a Livadi propone qualche bel piatto di pesce ma propone molta cucina tradizionale. È una sicurezza.

Nikoulias Plati Yalos bellissima vista mare su una spiaggia molto piccolo e di fianco ad un monastero. È l’ideale per un pranzo fronte mare. 

Per la sera la sfavillante vita notturna vi segnalo un paio di locali: sono gli stessi che trovate nelle guide, lo so, ma è un isola talmente tranquilla che difficilmente farete le ore piccole… ma facilmente potrete far amicizia con chi vi sta accanto e trascorrere qualche ora a discorrere di massimi e minimi sistemi.

Il Metalleio, locale con arredamento discutibile ma buona musica e drink.

Più fighetto, ma sempre essenzialmente spartano, lo Yacht Club: è più o meno al centro della baia di Livadi. Non ha orari, almeno io l’ho sempre visto aperto.

Propone musica lounge, Hours alla sera e ottimi Gin&Tonic.


Serifos è selvaggia, i Serifosiani aspri, pochi lussi, niente fronzoli.

Non dimenticherete i vostri giorni in questa meraviglia dell’essenziale.

FOLEGANDROS

“Mi mujer” Nicolas Jaar

“Pame Pame… Ella… Pame… Go Go… Ellare!” sbraita senza sosta il marinaio, tiene ferma con una mano la balaustra in acciaio mentre, con l’altra fa ampi gesti circolari.  Ritmicamente con un piede pompa sull’ultimo scalino, tentando di dominare la stretta passerella. 

È imbizzarrita sotto i colpi del mare che la sbatte tra molo e poppa . Lui madido di sudore e salsedine sbarca tutti in meno di due minuti. L’apice della professionalità greca sono loro; i marinai.  Se siete al porto, guardateli lavorare, muoversi, urlare. Sono un delirio di efficienza teatralizzato.

A fatica una ventina di turisti, ancora in preda ai tumulti di un mare troppo agitato, toccano terra. Salvi, sani un po’ meno.

Ci hanno imbarcato a Santorini, un paio d’ore prima. Appena usciti dalla Caldera il piccolo SeaJet si è trasformato in un ottovolante. Preso a schiaffi con frequenza ritmica da bordate sempre più consistenti, non vuole arrendersi ad un mare senza tregua. 

Subito, in molti,  sono ricorsi ai sacchetti di carta di fronte alla loro poltrona. Più si va avanti e più sembrava incazzato.


Dopo un’onda più cattiva del solito il comandante decide di rallentare vistosamente. Preferisce un agonia lenta per i prigionieri del suo vascello. Il viaggio raddoppia il suo tempo di percorrenza, il rollio anche, i visi impalliditi pure.

Arriviamo sfatti: non una buona prima impressione. 

Il SeaJet ricovererà poi a Milos, da cui ripartirà solo quattro giorni più tardi.


Sbarcando si ha l’impressione di trovarsi in un luogo spoglio, quasi disabitato.

Il lento torpedone ci conduce con altri sei viaggiatori verso Chora. Dalla seconda curva non si vede più nulla: nel il mare, ne il porto, ne il paese: solo una tortuosa striscia d’asfalto in mezzo a rocce arancio. Sembra Marte… o almeno così me lo immagino. 


Dieci minuti senza incontrare anima o essere vivente. Uno spettacolo in qualche modo rassicurante rispetto al rodeo acquatico delle ore precedenti.

Chora è l’unico paese, il resto dell’isola è poco costruito e abitato. Solo pochi villaggi, per lo più agricoli. 

Ovunque vento e silenzio.


Le case del centro sono un grappolo di cubi bianchi su un costone di roccia drammaticamente a picco sul mare. 

La dominazione della Repubblica Veneziana ha seminato tracce indelebili. Il Castro è una piccola fortezza nel centro del paese in cui si addossano case così unite e squadrate, da renderle inespugnabili. 

Il loro accesso è un cunicolo stretto, che costringe all’inchino.  Andate alla ricerca del Leone di SanMarco sopra uno stipite: sarà la vostra piccola caccia al tesoro.


Difficile non rimanere affascinati dalla perfezione semplice, della ridondanza del modulo, dalla Panagia in alto sopra il paese con quella scalinata che zigzagheggia sulla collina di fronte. 

Tutte le abitazioni sono uguali, l’unico vezzo sono i colori diversi delle imposte. Perdersi sara facile quanto piacevole.

 

I tramonti sono indescrivibili. 

Se all’ora corretta si prende posto vicino al Castro, si vedrà il sole andar a spegnersi dritto dove termina l’isola; a sinistra il paese, a destra il mare, separati da un salto di 100 metri. Saranno momenti avvolti di un intimo silenzio, che vi sedurranno definitivamente, togliendovi il fiato. 


Fissate nei vostri ricordi questa fotografia, la ritroverete come succede a me, anche molto anni dopo, specie nei mesi più freddi.

Dove dormire

Folegandros si è data un taglio piuttosto alto, leggerete da qualcuno addirittura fighetta. Effettivamente domina indiscussa l’eleganza, ma la precedente definizione resta ingenerosa.


Le spiagge sono quattro e tutte piccole, l’isola è montuosa ed aspra, le strade sono due, ad esser generosi… si è fatta una scelta: mescolando lo spirito razionale e la tradizione, i locali hanno generato uno sviluppo turistico coerente, fatto di piccoli e curatissimi hotel.

Non troverete nulla di esagerato qui. Se volete i grandi resort o i bungalow avete decine di altre isole dove prenotare.

 

L’Hotel Horizon è affidabilissimo, gestito da una giovane coppia locale, regala viste meravigliose sul paese e la tranquillità d’essere appena fuori dalla zona pedonale. Le camere sono nuove, grandi e luminosissime. Irene è la gentilissima padrona di casa.



Evgenia Rooms
è centralissimo, con prezzi molto ragionevoli può essere un ottima scelta. Arredamento semplice e la vita del villaggio alla finestra. Prezzi sempre sotto la media.

Al Polikandia Hotel troverete una confortevolissima piscina, contornata da piante coloratissime. Arredamento minimale ma molto stiloso. È anche questo nel centro di Chora.

 

Potrete scegliere comunque su un buon elenco di sistemazioni. Il livello dell’accoglienza è qui davvero molto alto. 

Prenotate per tempo: per agosto è difficile trovare posto fin da Marzo. Non tergiversate.

Se vi serve un mezzo per spostarvi, ma qui potete anche giarare con l’autobus, vi consiglio il Venetia Land Rent. 

È centrale, ha mezzi efficienti e pulitissimi. I proprietari, padre e figlio, sono cultori del jazz contemporaneo. Se vi capiterà di attendere qualche minuto nella loro immacolata officina, probabilmente associato al frinire delle cicale, ascolterete note diverse da Smooth Jazz Planet Radio.

Dove mangiare

In Piazza! 

Immaginate una distesa di tavoli, con comode sedie in paglia, luci a filo giallognole appese tra i rami, bianco e azzurro dominanti, bambini che saltano e corrono, gatti che sonnecchiano, musica tradizionale, una chiesa aperta a qualunque ora, anziani fuori della porta di casa, un enorme albero che copre tutto con foglie verdissime, in armonia perfetta. 


Un vento fresco soffia con costanza, le pile di piatti candidi s’accumulano, posate e caraffe scintillano, tintinnii di bicchieri che brindano. 

Siete nel posto dove avete sempre immaginato di cenare in Grecia. La cartolina che avete visto ovunque.

Verrete accarezzati dai profumi della griglia, attratti dai discorsi di decine di lingue, coccolati dal fruscio incessante delle foglie al vento. Quell’immaginario che rappresenta le serate conviviali, il ristoro dopo una giornata calda, si materializza davanti a voi. 

Questo luogo è semplice e perfetto.

 

Il Piatsa, O’Kritikos e Melissa sono i tre ristoranti che si dividono questo spazio. 

Non sono mai riuscito a decidere in quale si cucini meglio. 

Al Piatsa si mangia un eccellente Matsada: sono dei maltagliati che vengono dall’influenza veneziana. Li condiscono con un ragù di coniglio. Li troverete ovunque come piatto tipico.

Da O’Kritikos hanno dell’ottimo pesce, lasciatevi suggerire il pescato del giorno.

Melissa invece lo ricorderete se assaggerete una fetta del salame di cioccolato. Strepitoso. 

Sulla spiaggia:

Papalagi è istituzione. Un grande terrazzo, qualche metro sopra la spiaggia è la chiesetta di Agios Nikolas,. Qui potete trovare dell’ottimo pesce ma sicuramente la vista è la cortesia dei titolari, Paris e Takis fanno la differenza. Per arrivarci c’è un facile sentiero panoramico di circa venti minuti o un più comodo motoscafo da Agkali Beach, dove arriva l’autobus o potete parcheggiare. 


Se non andate da Papalagi ad Agios Nikolas, non potete dire d’essere stati a Folegandros.

Dopo Cena:

C’è una vivace vita notturna, nulla di sfavillante ed eccessivo intendiamoci, ma ci si può divertire molto di sera. Potrete tranquillamente arrivare all’alba.

Dopo cena, che qui può esser ben oltre la mezzanotte, una serie di piccoli ed accoglienti caffè servono favolosi Rakomelo… è un must nell’isola. 

Il BarRaki è solo un esempio, probabilmente il più caratteristico, di quanto possa esser piacevole una serata al villaggio: musica diversa ogni sera, grandi sorrisi dei camerieri e ottimi cocktail. 

Ma qui tutti vengono per il Rakomelo, un misto di grappa e miele, o zucchero, ammorbidito dalla cannella e i chiodi di garofano. 


Vi verrà servito caldo, in un bricco di latta o in una bottiglietta di vetro. Spesso lo accompagnano con arachidi salatissime. 

Non fermatevi al primo, in fondo siete in vacanza e il vostro albergo probabilmente è a qualche minuto di cammino.

Altre tappe possono essere il Patitiri dove è facile imbattersi in una serata di musica greca, o il Laoumi che raccoglie tutti quelli che, davvero non guardano l’orologio, e bevono l’ultimissimo quando già rischiara.

Sarà molto facile trovarsi a conversare di massimi sistemi con un ingegnere di Tolosa,  o assecondare la parlantina di una velista romana, bloccata da giorni in rada a causa del Meltemi. 

Lasciate che il Rakomelo faccia il suo dovere, sbottonatevi, ascoltate le voci, il mesolio delle lingue, le risate altisonanti. Stringetevi al pullover leggero che serve sempre di sera, abbandonatevi ad una notte comunque tiepida, fatevi trascinare dalla vivacità della piazza, da luci fioche che scontornano visi abbronzati. Apritevi senza esitazione. 

Qui nessun eccesso, nessun clamore, nessun pericolo. 

Folegandros è sicura ed elegante sempre, anche quando dorme.

Atene

“Heart of Gold” – Neil Young

Atene non lascia indifferentI. Atene puoi amarla per la ricchezza della sua storia o odiarla per il disordine del suo presente. 

Atene si gira rimanendo incantati dai suoi colori o maledicendola per l’umidità.
Atene può farti rivivere gli anni degli studi al Liceo o deluderti definitivamente per la sciatteria in cui è precipitata.


Atene è un mezzo per capire da dove veniamo oppure semplicemente un luogo dove attendere noiosamente un traghetto

Atene non lascia indifferente… ma sarete voi a decidere come frequentarla.

 

Come tutte le capitali, vive diverse contraddizioni e contrasti; la recente crisi ha accentuato i suoi difetti. Soprassedete.

Ovunque si convive con un traffico furioso nelle ore di punta, Le vie sono caldissime e semideserte nei mesi estivi. 

Da luglio a fine agosto gran parte dei suoi abitanti si trasferisce per soggiornare o lavorare nelle isole.

La prima impressione è quella di trovarsi nel caos cementificato. Dall’aereo, se avrete la fortuna di arrivare in una giornata limpida, farete fatica a comprendere dove finisce questo enorme villaggio di 4 milioni di abitanti.
COME ARRIVARE:

Normalmente si arriva e si riparte dal Venizelos è un aeroporto moderno, comodo e non molto distante dal centro città (circa 30km). 


Tre le alternative per arrivare al centro: Bus, Metro o Taxi. 

Io preferisco decisamente la Metro: è diretta a Sintagma Square, piuttosto veloce ed economica: 8Eur per 30 minuti. Per il taxi si calcoli almeno 50Eur. Il Bus 12Eur.

Il taxi è il mezzo più sicuro, il Bus il più lento, in metro occhio ai borseggi, non perdete mai d’occhio bagagli e borse.

DOVE DORMIRE:
Se dovete tornare in aeroporto o andare al Pireo, è preferibile soggiornare vicino a Sintagma Square o Monastiraki: le due stazioni più vicine al centro collegate con il porto. 
Più volte ho scelto L’Hotel Amazon, molto centrale e recentemente rinnovato.


Le camere ai piani più hanno vista sull’Acropoli. Viene servita una colazione continentale al piano ammezzato. Resta il mio preferito.
Hotel Fresh: se siete con bambini o faticate a sopportare il caldo prendete una camera qui. E’ l’unico hotel con piscina in centro a prezzi contenuti. Gli arredamenti moderni, ed un personale decisamente smart, renderanno il soggiorno molto piacevole. Fornisce anche alcune bici a noleggio.
L’ Attalos Hotel è una buona sistemazione, a patto che vi diano le camere sulla via principale, le altre sono davvero deludenti affacciandosi su un cortile piuttosto malconcio. Ha una spettacolare terrazza dove far colazione, sempre di fronte al Partenone.

Il Cypria Hotel, molto vicino a Sintagma, è un albergo piuttosto datato ma piuttosto ben tenuto. Ha moltissime camere per cui quasi sempre se ne qualcuna di libera. La colazione a buffet è piuttosto abbondante. 

DOVE MANGIARE: 

Troverete ovunque Imbarazzanti imbonitori. 

In genere la semplicità della cucina Greca garantisce comunque un pasto decente. Meno sicura resta invece la salatura del conto che rischia di essere qualche volta eccessiva. 

Se potete, evitate di abboccare alle rassicurazioni di paciocconi con la parannanza o cedere alle lusinghe di bionde scosciatissime che vi esortano ad entrare nella loro taverna… solitamente la più antica del quartiere. 
Tutti parlano molte lingue, di solito anche l’italiano, hanno grossi libri con foto dei piatti aperti in mano, sono pronti a proporvi il tavolo più vicino alla passeggiata. Statene alla larga, concedetevi il lusso di scegliere e non di esser tirati dentro.



Paradosiako è in una posizione defilata, sotto i portici: atmosfera pochissima ma piatti eccellenti. Zucchinee pomodori ripieni sono una specialità della casa; da consigliare anche il pesce che qui arriva molto presto dal vicino Pireo e la tradizionalissima moussaka. Il prezzo è decisamente conveniente rispetto alla media delle taverne del centro; molto frequentata dagli ateniesi, ha personale gentilissimo.

Bairaktaris Taverna
potrebbe sembrare uno di quei posti superturistici, invece è una sicurezza nella centralissima Piazza di Monastiraki. I camerieri sono indemoniati: circolano con evoluzioni degne di un ginnasta tra gli stretti tavoli. E’ un porto sicuro per un pranzo veloce: un gyros al volo o per bere qualcosa di fresco. I prezzi sono popolari ed i piatti abbondanti.


Kuzina
: l’esempio di taverna moderna, troverete il suo omologo anche sulla spiaggia di Ornos a Mykonos. E’ un locale molto bello, piuttosto caro, di ristrutturazione recente. Si possono mangiare i prodotti locali rivisitati modernamente. Carta dei vini, Greci, davvero notevole. La vista sul Partenone è spettacolare dall’ultimo piano, dove si può accedere al piccolo roofbar su richiesta: richiedete!



Novagea
è un fruit bar; ha personale molto cordiale pronto ad aiutarvi con la vostra scelta da spremere. Il tempio dei succhi freschi: ne potete scegliere tra oltre 50. Il menù è diviso per categorie: ci sono bevande per atleti, per diabetici, per fumatori e così via… scegliete il vostro per 4/5 Euro.

Bretto’s
è un locale molto segnalato, molto turistico ma molto caratteristico. Un caleidoscopio alcolico nella parte centrale della Plaka. E’ una distilleria, vi colpirà per i colori ma anche per la qualità dei distillati. Pochissimi posti a sedere, botti ed arredi d’epoca, ha aperto nel 1909. E’ perfetto per un dopocena.

 

COSA VISITARE:

Non potete chiedere a questa piccola “guida” cosa vedere ad Atene: ci sono milioni di appassionati studiosi e scrittori che hanno speso anni di ricerche per darvi indicazioni storico culturali. 

Solo due fugaci suggerimenti: se fate la visita al Partenone, che ritengo obbligatoria, affidatevi ad una guida. 

Le troverete all’entrata, sono molto preparate ed appassionate.

Una volta effettuato il giro sull’Acropoli, andate anche all’omonimo museo.

Un luogo moderno di grande bellezza e suggestione.


Se riuscirete a sorvolare sul disordine, la confusione, i troppi rattoppi alle strade di una città oggi in sofferenza, sicuramente potrete intravedere anche voi da dove venite.
Potrete respirare i tempi di Pericle ed immaginare la nascita della Democrazia. 

Sognare di assistere ad una lezione di filosofia di Aristotele sull’Aeropago.

Fantasticare di Fidia alle prese con gli ultimi ritocchi alle metope.

Arte, Filosofia e Politica sono nate qui, se siete appassionati o solo vi emoziona l’idea, sarete travolti dall’immaginazione.

Veniamo tutti da qui.

Sifnos

“Only you” Alison Moyet 

Cercando tranquillità e tradizione, con le linee che viaggiano tra il Pireo a Santorini, si approda a Sifnos, nella piccola baia di Kamares.

Non rimarrete delusi: Sifanto, come è chiamata nelle carte nautiche autarchiche, è però anche un’isola vivace, elegante e sorprendente.

Al vostro arrivo vi sembrerà di sbarcare su uno scoglio semideserto. 

Tutto rimane gelosamente nascosto, dietro un sipario d’apparrente indifferenza: va scoperta con pazienza.

Il vostro traghetto ruoterà su se stesso di centottanta gradi, fino a metter la poppa parallela ad una lunga striscia sabbiosa.

Qui si chiude un fiordo che ricorda altre latitudini. 

Due pareti sassose e rossastre salgono dal mare, quasi in verticale: sembra davvero di esser altrove. 

Ovunque potrebbe spuntare un marinaio norvegese che, con grossi baffi ed un impermeabile blu, ormeggia il suo pesante carico di merluzzi e halibut.

A rassicurarvi invece, oltre alla temperatura che scongiura l’utilizzo della cerata, scorgerete, sulla cima più alta, il monastero ortodosso di San Simeone.

Come tutti i suoi simili è squadrato, semplice e candido. 

La vivacità del molo, in cui due auto faticano a transitare in sensi opposti, vi regalerà subito la consapevolezza di essere dei privilegiati. 

Un grappolo di cubi bianchi che sale sulla collina alla vostra destra, vi conforterà e non vi farà più sentire abbandonati.

Ora non siete qui per caso e certamente non andrete via come siete arrivati.



Apollonia
, il centro principale dell’isola è solo a qualche kilometro. 

La strada che vi conduce si arrampica sinuosa nel mezzo di una gola lunare. 

Si può scegliere il bus pubblico o affittare un mezzo., diversi i rent che si affacciano sul molo. In questo caso però lo scooter è preferibile, più agile e semplice da parcheggiare.

Una valida alternativa può essere il percorso a piedi, su sentiero. 

L’amministrazione di Sifnos provvede infatti a mappare, segnare e mantenere in perfetta efficienza gli oltre 100km di sterrati. Diversi sono addirittura mappati con googleTracker.

Trovate tutto su http://www.sifnostrails.com.

Dove dormire:

Se il vostro è un breve soggiorno, solo un paio di notti, Kamares è la soluzione ideale; comodissimo per arrivare e ripartire; una piccola teoria di locali, ristoranti, ed una bella spiaggia di cui intrattenersi fino all’approssimarsi del traghetto.


Il Myrto Hotel è gestito da un’elegante signora ateniese. Ha camere raffinate, luminose, colorate e con buona privacy. Offre anche un piccolo parcheggio privato, da non sottovalutare in un’isola poco consona alle auto. 

Molte altre sono le sistemazioni in zona, alcune direttamente sulla spiaggia.

Apollonia è invece il centro principale, con una piccola zona pedonale con negozi, ristoranti di primo livello, ville ben tenute che si alternano a chiese, scalini ed improvvisi slarghi.

Qui si sta splendidamente all’Anthousa Hotel. Ha un’entrata in condivisione con una sfavillante pasticceria. Non aspettatevi un vero hotel, ha camere non grandissime ma pulite, curate e con un terrazzino privato.
La colazione è servita dalla pasticceria…. eccellente; immancabilmente verrete sedotti dalla varietà di dolci in esposizione. All’interno anche una piccola corte dove, al bianco dominante, vengono affiancati particolari e arredi rosso fiammante.

Alcune belle strutture anche nell’abitato di Artemonas, molto vicino a Apollonia. 
Evitate di risiedere a Vathy, le agenzie viaggi vi stipano i viaggiatori meno intraprendenti.


Spiagge

Sifnos non è conosciuta per il numero o la grandezza delle sue spiaggia, anzi vi diranno che non ha senso andarci per il mare. 

Diffidate: alcune sono molto accoglienti: è vero sono poche, ma tutte di grande carattere.

Vathi è probabilmente la più grande, ha alcune taverne pied-dans-l’eau. 

È una baia calda e molto calma, adatta a tutti, con sabbia dai riflessi argentati. 

A ridosso alcune tamerici ampie possono essere un ottimo rifugio nelle ore più calde.

Una chiesa sovrasta il piccolo molo turistico tutto sulla destra, mentre il lato opposto é occupato da un resort di lusso. 

Potete mettervi ovunque, spiaggia riservata o bagno privato, come sempre, non esistono limitazioni se non il buon senso.

Bastano 15 minuti d’auto da Apollonia per raggiungerla.  Il tramonto rende la baia dorata, pacifica e rassicurante.

Kamares è un tutt’uno con la sua spiaggia, i locali la chiamano Aghia Marina: è molto profonda, l’acqua degrada lentamente e ben attrezzata. 

Rimane comunque molto silenziosa ed ideale per passeggiare, far correre i bambini e leggere al sole.

Vroulidia è invece un lido di ciottoli con il mare simile ad una piscina smeraldo. Si raggiunge tramite una strada piuttosto ripida e sterrata a nord est di Kamares. È un fiordo gemello di quello del porto ma senza traffico di natanti. 

Ideale per lo snorkeling.  Ottimo ristoro alla Taverna Caterina, quella che affitta anche ombrelloni e sdraio in riva.

Platy Yalos è una bella striscia sabbiosa con alle spalle domatie, studios, un market, diversi piacevoli caffè. L’acqua qui scende velocemente, ma è una spiaggia molto frequentata dalle famiglie.

A qualche centinaio di metri, risalendo la strada verso Apollonia a tutti si offre una piccola deviazione, di nuovo verso il mare, per Chrissopigi


Questa è una delle meraviglie dell’arcipelago cicladico.

Un luogo che concilia spiritualità e natura. 

Una penisola che si getta nel blu; passando su un brevissimo ponte in pietra si accede ad uno scoglio piatto su cui è sorto un piccolo monastero bianchissimo.

Ricco di incensi e icone, ha un altare intagliato e scintillanti lampadari a goccia che scendono dalla cupola.

In punta, all’esterno della chiesa, sulla pietra che d’inverno è vittima di mare e vento, hanno eretto il fonte battesimale. 

È un icona, perfetta e drammatica. Un elegante trampolino mistico. 

Gli isolani la scelgono per celebrare i loro matrimoni, io per chiedere a Deborah di sposarmi. Ha incredibilmente acconsentito.

Dove mangiare
Ai residenti piace mangiare bene, ma anche ai molti ateniesi che frequentano Sifnos. Pretendono e proteggono i prodotti local, e per questo sono noti in tutto l’arcipelago. Sono rinomati cuochi, eccellenti fornai ed pasticceri di tradizione francese. 

Non faticherete a trovare la vostra taverna preferita. Ve ne sono ovunque.

Per il giorno vi segnalo Apokofto Tavern sull’omonima spiaggia. 

Uno di quei ristoranti in cui vai ancora in cucina a vedere cosa c’è in pentola. 

Non chiedete all’anziana cuoca alcuna traduzione, andate a naso e fidatevi. 

Leggermente più organizzata invece è l‘Aperanto Galazio a Vathy: qui troverete pesce fresco ed una griglia sempre rovente. Letteralmente sull’acqua. Aperti, come sempre, da mezzogiorno a mezzanotte.

Ad Apollonia il mio ristorante preferito è Apostoli, in pieno centro. 

Prendete posto in uno dei tavoli sul tetto, davvero panoramico. Verrete coccolati da una semplice quanto verace cucina isolana. 

Con un briciolo di pazienza, un gentilissimo cameriere vi farà accomodare salendo una ripida scala. Il bicchiere di vino che vi offre nell’attesa non lo troverete nel conto.

Sul tetto una gradevole brezza costante tende a far coprire i più freddolosi.

L’ottimo vino della casa ed una discreta scelta di piatti tipici, incontrerà i vostri gusti. Evitabile il pesce, anche qui non sono grandi pescatori, preferiscono agricoltura e pastorizia. Scegliete dunque il kilometri zero. 

Eccellenti le polpette di formaggio, cheese ball.


Da sopra potrete anche controllare l’intenso via vai della zona pedonale.

Finita la cena potrete ridiscendere ed inoltrarvi nella piccola movida sifnosiana: ascoltare un po’ di musica tradizionale dal vivo, come il rembetiko, abbandonarvi su comode poltrone del Cozi tamburellando le dita a ritmi house, occupare uno degli sgabelli al Mpotzi bar per ciondolare la testa seguendo i riff di chitarra rock.

Tutti vengono accontentati in un’atmosfera rilassata e complice. 

Pochi eccessi, qualche negozio molto semplice in cui trovare stampe originali, sete colorate, e artigianato locale. I vasi colorati di ogni forma e foggia, sono prodotti nelle campagne.

Anche a Kastro potrete trovare qualche locale interessante e bottega. 

È un luogo che va sicuramente visitato, preferibilmente di giorno. Si trova su una rocca circondata dal mare Egeo. 

Inoltrarsi per i vicoli di questa piccola città fortezza sarà un esperienza indimenticabile. È stata costruita per difendersi dai pirati, le porte sono strette ed il dedalo di vie è inondato di luce candida. 

Un tuffo al cuore ad ogni angolo girato.

Troverete scale ripidissime in calce, ringhiere blu e rosse, muretti a secco a delimitar confini, colonne antiche, sarcofagi usati come fioriere. 

C’è anche un famoso orafo sul lato est, quello in fronte al mare. Produce pezzi originali con prezzi davvero accessibili.

La piccola a chiesa dedicata ai Eftamartyres vi lascerà senza fiato. 

La vedrete dall’alto, percorrendo il sentiero delle mura. sferzata da un vento indomabile, praticamente immersa nel blu dell’Egeo a resistere inossidabile. 

Quì è tutto intriso di eleganza e rigore: è un isola a cui i greci tengono molto, molto ordinata e pulita.

In qualche modo non hanno lasciato che il turismo di massa se ne impadronisse facilmente ed oggi ne difendono l’identità: fiera, intransigente, rigorosa fin da sembrar scontrosa.


Non per niente Henry Cartier Bresson ne era innamorato, ha scattato ovunque foto, per lo più in bianco e nero.

Date a Sifnos il modo di farsi scoprire, diffidate di chi vi dice solo che non ci sono spiagge: all’eleganza davvero non serve un abbronzatura sfacciata. 

Kimolos

“Guarda che non sono io”  F. De Gregori

Kimolos non esiste… da sempre. 

È nata 2800 anni fa,. In epoca di grande splendore in cui Ellinika, il centro principale, era una città fiorente di commerci. Un devastante terremoto l’ha separata da Milos, in una sola notte ha inabissato case, uomini e navi, condannandola all’esilio. Poco meno di un miglio nautico separa oggi le due isole.


Kimolos non esiste per i tour operator, fortunatamente.

Assomiglia ad una commedia in due o più atti. Una di quelle rappresentazioni col palcoscenico girevole. 

Di giorno va in scena l’invitante commedia dell’isoletta con bella spiaggia, la sera esplode la vita di un villaggio tradizionale. 

La maggior parte dei turisti se ne va annoiati nell’intervallo… arriva da Milos va a Prassa prima di mezzogiorno, tintarella, snorkeling, toast, birretta, racchettoni e rientra per il tramonto.

Kimolos non esiste per i grossi traghetti. Pochi infatti sono quelli che la collegano regolarmente con le altre isole.

Il più efficiente e frequente è il Panagia Faneromeni; trasporta uomini, viveri e mezzi con discreto coraggio, nel breve tratto di mare tra Pollonia e Psathi. 

Spesso incontra onde spumeggianti e venti importanti. Caracolla tutto il giorno, avanti e indietro, irriverente con le digestioni più delicate. 

Venti minuti di tagadà acquatico, giusto per metter in chiaro al viaggiatore che qui si approda non per caso.

L’attracco al piccolo molo, le tredici case bianchissime che formano il porto, il blu assoluto del mare ed il sorriso della Guardia Coste vi rimetterà subito in sesto e di ottimo umore.

Il rientro serale è sempre meno agitato.

Vi diranno che Kimolos non esiste di sera… ma se deciderete di rimanere verrete premiati da un atmosfera unica e da una veracità senza paragoni. 


Rimanerci è il primo, unico e vero suggerimento.

Choria è il villaggio principale, un intricato dedalo antipirati. 

È un luogo fuori dal tempo; con lenzuoli bianchi stesi, supermercati grandi quanto un miniappartamento, ma pieni come una scatola di cerini, vasi di gerani e bouganville alle finestre, ciarlieri marinai ultraottantenni, bici coloratissime e motorini scassati nei vicoli, Chiese sempre addobbate a festa e profumi di cucina casalinga che si mescolano all’inceso.


Nessun eccesso, ma tutto vero.
Nel mezzo del paese sorge un piccolo Kastro, fortificazione veneziana, che si sta lentamente recuperando.


Arzentiera, la chiamavano i marinai Serenissimi, dal mare, a distanza, rimanevano ammaliati da tutto quel candore.

È perlite, molto chiara, quasi argentea, tutt’ora viene estratta. È indimenticabile.

Dove dormire: 

I circa 750 abitanti si conosco tutti per nome, tenete conto. Se cercate dove dormire certamente troverete posto in bassa stagione, anche grazie al passaparola. C’è una buona scelta in Booking, se arrivate per caso chiedete, suonate. Vi risponderanno.

Ad Agosto se non prenotate dovrete reimbarcarvi per Milos. La maggior parte dei 350 posti letto è a Choria, ma si può stare ovunque. Fondamentale avere un mezzo per spostarsi.

C’è un unico Rent per auto o scooter ad Aliki, solo da quest’anno, 2017. Il mezzo comunque potrete portarvelo da Milos. Il distributore di benzina invece è arrivato dal 2014, il bancomat qualche anno prima.


Ottima la sistemazione al Windmill Kimolos, un mulino ristrutturato con una cura per lo stile cicladico essenziale che rasenta la perfezione. Quattro sole camere. Vista impagabile sull’arcipelaho. Colazione curatissima e servizio di buon livello. Prezzo adeguato alle quattro stelle. Alla sera diventa un delizioso cocktail bar.

Alikaki offre nuovissimi studios fronte spiaggia a pochi kilometri dal villaggio. È una buona sistemazione per chi vuol stare lontano da tutto, come le Kalamisti Rooms a poca distanza nella parte sud.

Spiagge:

Prassa Beach è caraibi, ovvero la ragione per cui molti visitano l’isola in giornata.


È attrezzata ma con parti libere. Ci sia rriva percorrendo una strada bianca lungo la costa. Solo quella varrebbe la pena, occhio alla coppa dell’olio, qualche buca è più dura delle altre..

Solo sabbia bianca, mare azzurro, pochi ombrelloni ed una roulotte trasformata in efficientissimo bar.

Un ombrellone e due sdraio si affittano per 6euro. Ti omaggiano anche d’una bottiglietta d’acqua. 

Nel pomeriggio spesso un dj mescola musica al vento…. e non andresti mai via.

Aliko, Bonatsa e Kalamisti sono tre spiagge in sequenza di un unica striscia di sabbia selvaggia, con alle spalle qualche tamerice.


Ci si arriva seguendo la strada a sud. Sono luoghi molto tranquilli con una piccola parte attrezzata. L’acqua degrada lentamente ed il vento soffia con leggerezza. Luogo ideale per chi viaggia coi bambini.

Mavrospilia Beach è sul lato a Ovest. Niente ombrelloni, lettini, musica e bar, ma un bel mare con piccoli faraglioni è un intesda vita marittima da esplorare con pinne ed occhiali. Andateci per il tramonto, ne rimarrete incantati.

Dove mangiare:

Khali Kardia Bohoris è una taverna a conduzione familiare dove tutto viene cucinato con cura. Seguite i consigli della cameriera per i piatti del giorno, non sbaglierete. È appena fuori dal centro verso nord dopo le poste.


Taverna Kalamisti, sull’omonima spiaggia è una taverna tradizionale sul mare condotta dalla famiglia Bentouris. Tutto a km zero. Moussaka eccellente, pesce fresco dalla loro piccola barca.

To Prassoni vale già solo per la vista. Si pranza nel blu, su una terrazza sul mare in cui lasciarsi sedurre da una cucina di pesce semplice e vini leggeri.


Menù a voce e conto a memoria. Fidatevi.

Occasione speciale; se verrete travolti dall’euforia meltemica, oppure semplicemente volete rinnovare la fatidica promessea, potrete organizzare anche un indimenticabile matrimonio sulla spiaggia.


Si occupa di tutto Tonia di Kimolitos, un grazioso angolo candido nel centro del paese dove trovare accessori, colorati gioielli, piccolo artigianato locale.

Di sera:

Sarete dei privilegiati: potrete godervi una piazza in cui tutte le età e le lingue sono ammesse; le auto lontanissime. Lampadine chiare stese da un lato all’altro, un piccolo parco giochi per i piccoli, camerieri che scivolano tra i tavoli ma spesso si fermano a salutare un amico o un parente, 

Vicino una serie di piccoli negozi curati, souvenir non banali, un ottima gelateria e locali arredati con gusto minimale, animano una piccola vita notturna;; intendiamoci bene: si beve, si chiacchiera, si ride e si ascolta un po’ di musica. Nessuna folla, nessuna follia.

Se, come probabilmente accadrà, non troverete alloggio nel villaggio, vi capiterà di tornare a notte fonda lungo strade buie. Difficilmente incrocerete i fari di altri mezzi, più facilmente qualcuno a piedi con una piletta. 

Appena fuori dal centro, fermatevi, spegnete tutto e godetevi il terzo atto dello spettacolo a Kimolos. 

Dopo un lungo respiro alzate gli occhi al cielo, verrete travolti. Dovrete far appello ai vostri ricordi d’infanzia. L’Atlante del Cielo, quell’enorme libro che vi regalo Zia Maria per la Prima Comunione si spalancherà davanti a voi. Giocherete a unire quei puntini brillanti, riconoscerete Pianeti, Carri e Costellazioni. Vi perderete a contar le stelle: qui si vedon tutte. Perdetevi. 

Quando dovrete partire ve ne andrete così…

Kimolos forse davvero non esiste… anzi nel dubbio, scordatevela.

Milos

“Fly me to the moon” Frank Sinatra

In un assolato pomeriggio dei primi di aprile del 1820, la goletta francese Estafette ondeggia morbida nell’ampio golfo di Adamas. 

Fa caldo, siamo ormai più vicini alla estate che a primavera. L’ufficiale Voutier, accompagnato da due marinai, decide di salire il sentiero che porta al castello. 

Lo ha visto mentre manovrava per entrare in porto.

È noiosamente all’ancora da giorni, nessun contatto col nemico turco. 

Mal sopporta quell’attesa molle, è uomo d’azione, decide di muoversi, imbocca il sentiero che gli hanno indicato i pescatori. A metà strada sono incerti sulla direzione. Il sentiero non è chiaro. Fa caldo, sempre più caldo e decidono di riposare sedendosi sotto un grosso fico. 

Yorgos, un contadino locale, li vede in lontananza. Fa finta di non accorgersi di loro e continua a lavorare. Spera davvero non lo chiamino.  Loro purtroppo lo fanno, hanno bisogno di acqua ed informazioni. Si avvicinano e trovano Yorgos intento a pulire dal fango un enorme pezzo di marmo. 

È sudato, fa caldo ed è eccitato. Voutier lo distrae ed allontana, cerca di diventare comprensibile coi rudimenti di greco del suo liceo classico, si capiscono poco ma si intendono; suda molto anche lui.  Li a cinque metri c’è la statua di Afrodite, avrà almeno venti secoli. 

È bellissima. Voutier ne è incantato. 

È spezzata in due ma si può ricomporre facilmente. È alta 202 cm. È enorme e bellissima.


I francesi contrattano, la comprarono da Yorgos, la imbarcano, la portano a Parigi, la restaurano e la piazzano nella sala più elegante del Louvre.
È bellissima.

Ne fanno gran clamore in tutta Europa, Luigi XVIII se ne vanta con chiunque. 

La eleggono a simbolo del Museo e a nuovo canone di bellezza classica, marketing pre industriale. 

È nata la Venere di Milo ed è bellissima.


Dove dormire

Geologicamente l’isola è simile a Santorini: un vulcano esausto. L’ampio golfo che si taglia arrivando sia via mare che via cielo, è il cratere spento. 

Al centro c’è Adamas: il porto. Vitale e colorato capoluogo dell’isola è un ottima base per qualunque escursione. 

La spianata di ristoranti con menù in fotocopia di fianco al molo, è poco consigliabile per cenare.

Divertente invece la piccola teoria di locali sopra il molo per la sera.

È comunque un posto molto tranquillo e può esser eletto a dimora.

Hotel Rigas è una buona sistemazione quasi fronte mare, non lontano dal centro. 

Condotto da una cordialissima famiglia locale propone camere ben arredate e tenute. I figli gestiscono l’accoglienza, la mamma la prima colazione. Marmellate squisite.

Hotel Delfini. È il classico hotel moderno old school: centrale, silenzioso e pulitissimo. Struttura e arredi anni 70, prima colazione e camere essenziali.

Oggi verrebbe definito minimal chic.


Se, come me, preferite Plaka, in collina è sempre più ventilato, un ottima sistemazione, con scenografica vista sono gli Studios Halara. Freschi, bianchi e con un terrazzino sulla baia di Adamas che da solo vale qualche dollaro in più.

Spiagge

Il meltemi qui oltraggia la permanente meno del solito. 

La calma non è mai piatta, ma si possono frequentare anche alcune spiagge a nord. 

Gran parte del sud ovest dell’isola è invece riserva naturale. Prescritta a motorini auto e quad, è visitabile in caicco: le escursioni partono da Adamas. 

Con un minimo di arditezza, orientamento e rischiando le ire dei noleggiatori, si possono raggiungere baie immacolate anche col vostro mezzo; le strade sono bianche ma ben tenute.


La mia spiaggia preferita… non è una spiaggia.

Sarakiniko è onde bianche pietrificate, è strati di salsedine solida sagomata dal vento, è geometrici sinusoidi bianchi, immobili, ruvidi che contrastano con l’impeto ridondante di ondate cobalto. 

È la luna. 

È un palcoscenico vivo. 

Al tramonto diventa di fuoco; e giocare con ombre definitissime che si allungano su questa lavagna imperfetta, vi riporterà fanciulli. 

È sorriderete, molto.


Firiplaka è un piccolo golfo con pareti verticali rosa, rosse e gialle. In orizzontale solo il blu, un grande blu. La spiaggia è una striscia di sabbia di tanti colori con un mare di trasparenza imbarazzante. Nella prima parte ombrelloni e piccolo bar. In mezzo un maestoso faraglione e tanta spiaggia libera.

Paleochori ha come caratteristica un mare turchese dal cui fondo escono piccole righe di bollicine di zolfo che riscaldano l’acqua. Le pareti che la circondano sono gialle, rosse e verdi; non di rado dei cartelli avvertono che sono molto calde. Attenzione ci si può scottare. La discesa sulla sinistra si fa attraverso delle comode quanto spettacolari scale in legno. Scatterete sicuramente diverse foto… verranno bene anche senza filtri.

Dove mangiare

Archountoula, a Plaka, probabilmente il miglior posto dove trascorrere la serata. Si può passare direttamente dal tramonto a cena, l’atmosfera è quella della taverna, molti gli avventori locali, camerieri gentili pronti ma mai frettolosi.

O Hamos è un agriturismo o meglio un ristorante a km zero. Appena fuori da Adamas sulla strada lungo la baia. I prodotti sono freschi, i sapori genuini, l’atmosfera un po’ kitsch… ma perdonabile. In alta stagione è sempre pieno, andateci molto tardi.
Da To Glaronisia a Trypiti potrete godere di una magnifica vista sull’Egeo oltre che di un ampia scelta di piatti curati. Alcuni anche innovativi. È un posto un po’ fuori mano ma la vostra caparbietà nell’uscire dai luoghi comuni verrà sicuramente ripagata. 


Tramonti

Indimenticabili quelli dalla piccola piazza della chiesetta di Plaka L’immacolata facciata di Panagia Korfiatissa assume nel breve intervallo di qualche minuto tutte le sfumature del porpora. L’Egeo diventa oro liquido placandosi appena il sole lo spegne immergendosi. Anche il vento molla ed il paese accende fili di lampadine, ad illuminare i tavolini sghembi dei ristoranti. 

Con buona probabilità l’anziano signore dell’appartamento sopra la canonica, spalancherà porte e finestre, come ogni sera, a cercar l’aria fresca. Saluterà le signore che escono di chiesa, rientrerà e sceglierà con cura la traccia.

Sfilerà il disco, fisserà la puntina nel punto esatto de solco e celebrerà la fine del giorno con un aria classica, o un lento di Frank Sinatra. 

Per tutti in tutta piazza.

E per tutti il tempo sembrerà rallentare.

A Milos tutti rallentano, battiti, movimenti e pensieri.

Qui tutto rallenta… come sulla Luna.

 

Running Time

Strade poco trafficate lasciano buono sfogo a chi vuol correre, fate però sempre molta attenzione poiché i podisti sono una rarità e le auto sfrecciano senza andar troppo per il sottile. Una buona partenza è tutta sulla destra guardando il mare dalla spiaggia di Lagada, dove termina la strada. Il percorso tutto piatto di una decina di km passa attraverso il porto e costeggia tutta la baia di Adamas fino alla fine del marciapiede, volendo si potrebbe proseguire in direzione sempre di Zephyra, ma la strada diventa più trafficata. Consiglio un centottanta gradi e rientro alla base.


Km 10 / Acqua No / Difficoltà nessuna

Naxos

“Far away so close” U2

Così vicino, così lontano dalla mondanissima Mykonos, Naxos mette subito in chiaro che non potrete solo crogiolarvi al sole, scegliendo il vostro ritaglio tra i 98km delle sue splendide spiagge. Approcciando il porto, nell’ampia virata del traghetto, non potrete far a meno di notare la Portara. Sono i resti del tempio di Apollo che si ergono orgogliosi al centro dell’isolotto sulla sinistra. Appena sopra una fascia di facilmente evitabili ristoranti a prezzo fisso, scorgerete il grande Kastro, con castello Veneziano. Il bianco e la pietra regnano ovunque.

L’isola è piena di distrazioni storico culturali che metteranno a dura prova la proverbiale pigrizia che genera lo sciabordio ritmico del bagnasciuga.

Portara ed il suo isolotto, vanno visitati al tramonto. Lo stretto ponte che lo collega alla terra ferma è spesso preda di furiose ventate che alzano ondate briose ed irriverenti. Preparatevi ad uno scatto potente o a rimanere umidi.

Portara

Il sito nasce e finisce attorno a queste tre pesantissimi tagli di marmo locale che dovevano esser la porta di un enorme tempio dedicato al Dio Apollo, grande come mezzo campo da calcio, 2700 anni fa. Il tempio non fu mai ultimato ma ancor’oggi trasuda classicità.

Respirate forte e, mentre vi godete il sole che scende sul mare, pensate alla struggente malinconia della povera Arianna qui “piantata in Nasso” dall’irriconoscente Teseo. Se vi va un aperitivo accomodatevi al Palatia, un bar ristorante che corre lungo il molo, riparatissimo e con vista incantevole e musica adeguata.

Il Kastrosorge sulla collinetta dietro il porto. È stato costruito utilizzando le pietre destinate al tempio. Inoltrandovi oltre il molo passerete per l’antico mercato, un dedalo di viuzze in cui non sarà difficile perdersi. Negozi di artigianato e prodotti locali si alternano a rivendite di paccottiglie e souvenir che potete vivere distrattamente.

Salendo ancora arriverete alla parte veneziana fortificata dove potrete visitare la splendida abitazione Della Rocca Barozzi che conserva mobili, vesti e vita domestica del periodo di dominio della Serenissima. Venezia, infatti, ha qui dominato per tre secoli (1200-1560), troverete le sue influenze negli edifici, nel cibo e negli usi locali.

Quando decide di ridiscendere verso il porto fatevi guidare dai profumi, molti provengono dalle cucine casalinghe, altri dai negoI di spezie ma se vi imbattete nel profumo del pane fresco, siete vicino al più antico fornaio delle Cicladi. Il pane cotto a legna vi riporterà a ricordi d’infanzia.

L’entrata del Castro di fianco a Casa Barozzi

Una volta ambientati e dotati di un mezzo efficiente potrete darvi all’esportazione interna dell’isola. Per la parte archeologica partite dal Tempio di Demetra: è un gioiello, orlato da coloratissimi oleandri con un piccolo museo annesso. Perso nella campagna è visitabile in un ora scarsa. Meno interessante il Tempio di Dioniso; è però il primo esempio di colonna in stile ionico. Potete anche spendere questa informazione per far buona impressione in una conversazione qualunque.

Dove dormire: il centro città in questo caso non è una soluzione ottimale, piuttosto caotico e scomodo a causa del porto, uno dei più importanti nelle rotte estive dei traghetti. Si possono comunque trovare buone sistemazioni nel Kastro. È preferibile comunque trovare alloggio vicino alla spiaggia e dotarsi di un buon mezzo per gli spostamenti.

La mia sistemazione favorita è a Plaka, fronte spiaggia. Molti gli studios e gli hotel consultabili sul web.

Gradevolissimi gli Athina Studios, dotati di molti confort tra cui una piccola piscina, ombrelloni in spiaggia e giovani proprietari che alla sera riuniscono gli ospiti per cena: chi vuole può mangiare in famiglia, cucina il marito di Athina. Al secondo uozo anche chi non mastica benissimo l’inglese troverà il modo di socializzare con gli altri ospiti. Qui vengono da tutto il mondo, preparatevi ad esser contagiati da culture diverse. Al mattino, per chi ama correre, ci sono dieci km sterrati, sabbiosi e spettacolari in andata e ritorno fino a Mikri Vigla. Come premio degli ottimi bomboloni caldi nel supermercato fuori dal campeggio: è l’unico, non sbaglierete.

Beach service a Plaka

I Thomais Studios sono un ottimo trampolino per visitare l’isola e rimanere a contatto con la città. Il porto è a dieci minuti di passeggio, mentre di fronte le acque calme della baia di Agios Georgios. Affollata, certo ma gradevole specie verso sera ed al mattino presto. Le stanze sono molto curate, piccole ma arredate in modo piacevolissimo.

Se volete trattarvi davvero bene Naxian on the Beach non deluderà le vostre aspettative. È un nuovissimo beach hotel dove regna la cura dell’ospite e del dettaglio. Fuori stagione ha prezzi accessibili e buona disponibilità. Servizio in spiaggia, gentilezza del personale, piccola ma ricercata cucina accordandosi con un arredamento minimal, ne fanno uno dei più bei posti dove soggiornare sull’isola.
Dove Mangiare: considerate che quasi tutto è locale. Girando per l’isola, specie se uscite dalle strade principali, incontrerete molte aziende agricole, campi coltivati, alberi da frutto e viti basse. Accettate di bere il vino locale, è genuino, se fresco risulta gradevole dissetante, non siate pretenziosi ordinando una bottiglia, non ne vale la pena.

Da Apostoli’s in centro sotto il Castro. È un locale sapientemente arredato in cui domina il bianco, con una cucina genuina e generosa. Grazie ai consigli di un personale molto gentile potrete gustare molti piatti locali a km zero. È ben riparato dal vento quindi si può sempre mangiare all’esterno.

Apostoli’s


Taverna Paradiso; la taverna sulla spiaggia più famosa di Naxos: Plaka. Potete scegliere personalmente pesce e carne da fare alla griglia. Alcuni piatti tradizionali sono eccellenti ma la vera differenza la fanno una decina di semplici tavoli in spiaggia, sotto un grande albero, dai cui rami penzolano lampadine colorate. Se andate a cena presto e vi accomodate in uno dei tavoli più vicini al mare, col sole che tramonta sull’acqua, la complicità di un ouzo ghiacciato e chi vi vuol bene accanto, vivrete in un’indimenticabile cartolina.

Taverna Paradiso


To Helleniko, ovvero Dal Grecoè un altro ristorante tradizionale di grande spessore. Semplice negli arredi, generoso nelle porzioni, strepitoso nei gusti. La serata può diventare indimenticabile se viene accompagnata da un gruppo di suonatori. Spettacolare il cuoco che esce e rompe i piatti in preda all’esaltazione del brano patriottico. Lo so, forse è folklore ad uso e consumo turistico ma è esperienza che va vissuta. Anche questo vicino a Hora (centro) sulla strada a senso unico che viene da Agios Georgios.

Le spiagge

Tante. Praticamente la costa ad Ovest è senza soluzione di continuità. Quasi tutte sabbiose, solo alcune con grandi rocce ai lati.

Diversi gli spot per il Wind e Kyte surf. La costa occidentale fronteggia Paros il braccio di mare tra le due isole è un tunnel per il Meltemi. Appena la spiaggia curva verso Ovest vengono garantiti 30 nodi giornalieri spesso rafficati. Rimanere riparati non è comunque difficile.

Mikri Vigla

La prima vicinissima al centro è Agios Gerghios, molto familiare, piuttosto affollata nella prima parte. Può esser un bel posto… se non si viene a sapere quanto belle siano le altre spiagge.

Dalla città prendete con sicurezza la strada in direzione sud, oltrepassate il piccolo aeroporto e fermatevi dove vi porta l’istinto. Noterete che la  presenza turistica scendendo va scemando, rent a car, hotel e domatie cominceranno a diradarsi, finché verso metà dell’isola vi troverete completamente soli. Anche a Ferragosto ve lo sottoscrivo.

Plaka

Agios Prokopios, Aghia Anna, Plaka, Mikri Vigla, Sahara, Kastraki, Haway, Aliko, Pirgaki, Psili Amnos e Agiassos sono da Nord a Sud le magnifiche Dieci.

Sarete imbarazzati nella scelta.

Tutte sabbiose, dotate di acque cristalline, con una presenza molto discreta di ombrelloni e sdraio; qui lasciano sempre amplissimi spazi anche a chi desidera abbronzarsi integralmente.

Dune e gigli di mare

Spesso per arrivarci dovrete superare piccole dune da cui spuntano immacolati gigli di mare. Spettacolari i fiori sulla sabbia. Psili Amnos, la penultima, tutta in faccia al mezzogiorno, è la mia favorita.

L’omonima Taverna che sta alle spalle è decisamente un ottima scelta per un pranzo.

Psili Amnos

Le spiagge a Nord ed Est sono piuttosto difficili da raggiungere e molto più esposte al vento.

Nella rare giornate di bonaccia è possibile avventurarsi oltre Apiranthos e darsi all’esplorazione. Tenete conto che spenderete oltre un ora per arrivarci e troverete poche attrezzature. Sono comunque lidi molto vivibili e poco frequentate. Sommando strada e scomodità non mi sento di consigliare questa parte a chi viaggia con bambini.

Oltre Costa, ovvero de l’Entro Terra.

Filoti villaggio tradizionale che vive, racconta, gioca, s’innamora, contratta ed assolve sotto un enorme albero al centro della Piazza Principale. Tutto può essere risolto sotto la sua ombra. Non perdete l’occasione di prendere un caffè ed una fetta di torta al cedro.

Filoti, la piazza

Chalki o Alki può essere una gradevole passeggiata di metà mattina. È l’unico paese coi tetti rossi dell’isola. È famoso per la piccola distilleria che produce il Kitron, un ottimo liquore ricavato dal cedro. Assaggio obbligatorio oltre che gratuito, nella breve visita guidata, acquisto facoltativo ma consigliato. In paese anche qualche interessante negozio di artigianato. Nella piazzetta centrale, se non arrivate per colazione, troverete presto uno crogiolante spiedo su un girarrosto a legna. Il ristorante adiacente, Giannis, sarà lieto di ospitarvi dalle 12.

Apitanthos è conosciuto per essere un paese di montagna, in realtà l’altura più alta dell’isola è il Monte Zeus, con annessa e suggestiva grotta. Il paesino si trova a 650 slm, ad un’abbondante mezz’ora di strada dal centro città. Una volta parcheggiata l’auto potrete addentrarvi nella zona completamente pedonale fatta di strette viuzze in marmo. Salendo con la strada avrete sicuramente notato le cave di marmo che stanno letteralmente divorando le alture circostanti. All’interno del piccolo dedalo di Apiranthos, oltre ai resti di alcune torri veneziane, potrete trovare ottime taverne, alcuni interessanti negozi di artigianato ed un paio di negozi con prodotti locali. I suoi abitanti, rinomati per la passione politica, sono orgogliosi ed apparentemente più arcigni degli altri isolani. Superata la prima diffidenza risultano invece accoglienti ed entusiasti. Cercate di conoscerli, basterà un sorriso.

Apiranthos

Running Time

A Naxos è bello correre vicino alle spiaggia, quindi sul lato a occidente. Vi consiglio di partire da Aghia Anna e puntare a Sud verso Kastraki. La strada è tutta bianca con qualche tratto in sabbia, non vi sono grosse difficoltà tranne il vento. In andata via aiuterà al ritorno lo maledirete. Una volta a Kastraki prendetevela comoda e risalite con pazienza dunque, potete anche scegliere delle stradine interne evitando di arrivare alla principale asfaltata, troverete spesso delle vie alternative di campagna per raggiungere la costa.


Km 12 / Acqua a Kastraki / Difficoltà minima
Naxos va esplorata, vissuta, assaporata. Qui Arianna, mollata dal meschino Teseo, venne conquistata da Dioniso, Dio del vino, dell’estasi e della liberazione… andate, correte e liberatevi.